IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA - SitoPORTASOLE

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PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
Il Parco Nazionale della Majella è situato nella parte più imponente dell’Appennino centrale, incluso interamente nel territorio della Regione Abruzzo, nelle provincie di Chieti, L’Aquila e Pescara, comprendendo 39 comuni.
Si estende per 74.095 ha, confinando a settentrione con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (PNGSL) – a sua volta confinante con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini (PNMS) nelle regioni Umbria e Marche – ad occidente con la Riserva Naturale Regionale del Monte Genziana e Alto Gizio e a meridione separato solo da pochi chilometri di zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e dal Parco Regionale Sirente-Velino (PRSV).
Il totale complessivo di territorio protetto della Regione Abruzzo è di quasi 400.000 ettari di unicum ambientale che fanno di questa parte dell’Italia Centrale, un vasto ecosistema protetto, paragonabile per estensione a quello di grandi parchi nord-americani, ma con la peculiarità di essere situato nelle immediate adiacenze di grandi agglomerati urbani come Roma, Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Frosinone, Napoli, e con centinaia di centri urbani minori ricompresi all’interno del perimetro dei Parchi, per una popolazione complessiva di oltre 5.000.000 di persone (Cimini N., 2007). Il Parco Nazionale della Majella è al centro di questo sistema, affacciata sull’Adriatico e i Balcani, svolgendo un’insostituibile funzione di cerniera.
Geograficamente, il Parco della Majella, è costituito da quattro grandi individualità orografiche, il massiccio della Majella, il Morrone, il Porrara e il comprensorio dei Monti Pizzi con oltre 60 rilievi montuosi di cui 30 superano i 2.000 metri, tra i quali svettano il Monte Amaro, 2.793 m, la seconda vetta più alta dell’Appennino, il Monte Acquaviva, 2.737 m, il Monte Focalone, 2.676 m, il Monte Rotondo 2.656 m, il Monte Macellaro, 2.646 m, Pesco Falcone, 2.546 m, Cima delle Murelle, 2.598 m.
La contiguità con i Parchi Nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Gran Sasso e Monti della Laga e con il Parco Regionale del Sirente-Velino, conferisce al Parco della Majella, una importanza ecologica elevatissima, in relazione alle necessità vitali delle specie animali più rare e minacciate, alla ricerca di nuove aree vitali in zone ecologicamente integre (Cimini N., 2007).
Esempi tangibili sono le reintroduzioni di ungulati come cervo e capriolo a partire dagli anni ’70 e il successivo aumento della popolazione di lupi che è sempre esistito nell’areale del parco, registrando attualmente un’alta densità di numero rapportata all’estensione di territorio. Ad altri animali rari e considerati sull’orlo dell’estinzione come la lontra e l’orso bruno marsicano e, infine, le reintroduzioni ed immissioni benigne del camoscio appenninico.
Senza pari è anche il patrimonio di biodiversità vegetale con oltre 2.100 specie censite, circa un terzo dell’intera flora italiana, con elementi mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici ed artici.
La foto inquadra un gruppo di escursionisti in un momento di riposo mentre si godono il panorama durante un trekking nel Parco Nazionale della Majella.
Gruppo di camosci nel Parco Nazionale della Majella.
Stella alpina dell'Appenino fotografata nel Parco Nazionale della Majella.
 
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