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IL FILO DI ARIANNA
Il progetto mira a diffondere conoscenze ed esperienze su uno degli aspetti economici di prestigio che hanno caratterizzato il comprensorio della Majella orientale: la tessitura. Altro obiettivo è recuperare e diffondere il ruolo svolto dalle nostre piccole comunità montane nello sviluppo economico e culturale, locale e regionale. Infine il progetto vuole incoraggiare il recupero del legame con il territorio sia dal punto di vista naturalistico che culturale.
Nel versante orientale la Majella appare in tutta la sua grandiosità, nei suoi lineamenti femminili, da cui molto probabilmente deriva la nota denominazione di “Majella Madre”, connessa anche al suo aspetto rassicurante e familiare. Su questo Massiccio l’uomo si è insediato da millenni sfruttando i naturali ricoveri della roccia calcarea, e grazie alla presenza di estesi pascoli d’altitudine e alle grandi e abbondanti sorgenti ha potuto sviluppare, nel corso dei secoli un intensa attività pastorale. La Majella è stata nel passato una delle aree italiane più importanti per la produzione, la trasformazione e il commercio della lana. Non si può parlare della storia della Majella senza citare gli antichi -ormai rari- pastori che percorrevano le vie della transumanza, e con essi coloro che tessevano e coloravano le stoffe grazie alle piante tintorie da sempre fornite dalla nostra Majella madre.

Questo progetto di attività, che il CEA propone, vuole dare un contributo al lavoro di ricerca e di valorizzazione dei territori montani, straordinari non solo per le bellezze naturalistiche e paesaggistiche ma pregni di un patrimonio storico e sociale. Il CEA vuole inoltre diffondere la cultura del riappropriarsi della storia attraverso un percorso di conoscenza del proprio territorio, spesso poco noto anche agli stessi abitanti.

Il progetto si articola in tre fasi per un totale di 28 ore, la maggior parte delle quali di scoperta e ricerca sul campo e di laboratorio. Prima di iniziare le attività è previsto un incontro con gli insegnanti a scuola –della durata di un ora circa- al fine di organizzare il lavoro che verrà svolto con le classi partecipanti.
La prima parte del progetto si svolgerà con un’uscita di scoperta e di conoscenza del territorio della Majella orientale e della Valle dell’Aventino e in aula. In modo particolare si visiteranno località e strutture che documentano la storia e l’evoluzione dell’economia laniera. 
Banco di lavoro per l'attività con la lana.
Lavori realizzati con la lana in seno all'attività "Il filo di Arianna".
Gomitoli di lana realizzati con procedimenti artigianali.
La seconda fase si svolgerà ancora con un’uscita didattica nel territorio della Majella per la presentazione e la realizzazione del laboratorio di tintura naturale attraverso la conoscenza delle specie tintorie, delle tecniche di raccolta e del loro impiego e in aula. 
La terza parte del progetto si effettuerà interamente in aula, dove si proporrà un’esperienza diretta di tessitura attraverso la costruzione di piccoli telai per realizzare dei “tappetini” con i filati tinti nel laboratorio di tintura naturale.
Nella quarta fase, in aula, verranno rielaborate, confrontate e discusse le esperienze effettuate durante il percorso didattico; si provvederà anche a riorganizzare il materiale raccolto e documentato per la stesura o la realizzazione di un elaborato finale.
L’elemento caratterizzante di questo progetto è rappresentato dall’emergenza di conoscere e di salvaguardare una delle più antiche e prestigiose attività artigianali della nostra regione. Le attività verranno svolte, oltre che in aula, in diversi contesti formativi per favorire l’interazione con altri interlocutori culturali e territoriali. L’obiettivo finale del progetto è quello di “far toccare con mano” il territorio, i luoghi, le storie, i materiali, gli aneddoti, i colori, i suoni che hanno fatto la storia della tessitura sulla Majella. 
 
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